Era solo un mal di pancia.

Come i pensieri forgiano la nostra realtà.

L’articolo di oggi è di Alessio Cattaneo che, insieme ad altri neo e futuri Coach, fa parte del progetto CANTERA di Ekis.

La storia che ha scelto di condividere con noi è quella di un bambino e del suo rapporto con l’acqua.
Un racconto che fa riflettere sulle nostre emozioni, sui nostri pensieri e su come costruiamo la nostra realtà.
Una vicenda che ha davvero tanto da insegnarci.

 


IL PENSIERO DI NON SAPER NUOTARE.

Vi racconto una storia.
Prima di leggerla vi dico solo che NON è autobiografica.
O forse lo è, ma questo poco importa con ciò che voglio condividere con voi.

C’era un bambino che è cresciuto con il pensiero di non saper nuotare, con il risultato che stava a galla con fatica.

Fin da piccolo i genitori lo portavano in piscina al solito corso di nuoto e, quel bambino, si inventava i mal di pancia per non entrare in vasca.

Tornando a casa le frasi che sentiva erano:
“Si sa, ha sempre avuto paura dell’acqua”.

Oppure:
“Bisogna buttarlo in acqua con forza come si faceva al mare”.

Vi risparmio il resto delle frasi motivanti che gli venivano dette.

Il bambino cresce e, nel ragazzo adolescente, quella convinzione limitante rimane.
Il film si ripete, anche al mare o in piscina con gli amici.

Ad un certo punto la chiave di svolta.

Ti sei mai visto con gli occhi della persona che potresti essere?
Se vuoi sapere cosa farai domani, osserva i tuoi pensieri di oggi.

 


PERCHÈ CREARE LA STESSA REALTÀ?

Quel ragazzo cresce.
Prende coraggio.
Forse, proprio per rivedere l’immagine che si era creato e consapevole dell’allenamento costante che lo aspetta, in poco tempo impara a stare a galla.
Impara a fare un paio di bracciate in sicurezza.

Il solo pensiero, infatti, può cambiare completamente il corpo.

Bisogna ammetterlo a noi stessi: siamo macchine che producono realtà!

I tuoi pensieri sono volti ad un cambiamento stimolante e motivante?
Assumere un atteggiamento da vittima ricollega e rinforza 
la stessa rete neurale del cervello ogni giorno.


Se vivi nel passato, avrai troppi ricordi che ti appannano la visuale.
Le idee, i pensieri e i sentimenti sono tutti creati e connessi 
nella rete neurale.

 


L’ESPERIENZA DEL TRIATHLON.

Torniamo a quel ragazzo.
Negli ultimi anni conosce persone che lo stimolano ad allenarsi in maniera strutturata anche nel nuoto.
Esce dalla sua zona di comfort e acquista il suo primo paio di occhialini.

Qualsiasi informazione prendiamo dall’ambiente è influenzata 
dalle nostre esperienze.

Per lui, che lavora da anni con il proprio fisico da atleta, sembra una cosa facile, si vede già in acqua pronto per la prima gara.

Il nuoto, da solo, sarebbe stato poco sfidante e quindi decide di cimentarsi anche con la bici e la corsa.
Dopo la prima gara di Triathlon che porta a termine, nonostante la frazione di nuoto sfidante, la consapevolezza è forte: “Non agire come se oggi fosse ieri.“

Le nostre emozioni possono ingannarci perché sono condizionate 
dalle nostre esperienze negative passate.
Ci mettiamo in situazioni che soddisfano 
le esigenze chimiche del nostro passato.

Ora quel ragazzo ha imparato a mettere in pratica strategie vincenti e sguazza nell’acqua come se fosse il suo habitat naturale.
Adesso il mal di pancia gli viene solo se l’acqua è particolarmente fredda.

Ringrazia tutto ciò che lo ha portato ad arrivare agli allenamenti in vasca di oggi, che terminano dopo circa 2.000 metri di bracciate consecutive.

Sei tu a creare la tua realtà!

Alessio Cattaneo

4 Commenti

  1. Viviana

    Leggere queste esperienze fa riflettere su noi stessi e su come siamo fragili davanti a tante situazioni quotidiane oggi più che mai un genitore spesso si trova di fronte a dei muri che sembrano insuperabile e allora si cade negli orrori più comuni e si ascoltano le voci di tutti ma tutti non sei tu e tu devi imparare ad ascoltarti e ad ascoltare e così se ci sono persone che ti aiutano e ti indicano la giusta strada non sarà facile ma insieme si può raggiungere il muro e superarlo e poi sorridere ancora
    Grazie per tuo lavoro

    Rispondi
    • Gianluca

      Grazie Viviana!

      Rispondi
  2. Sharon

    Ottimo articolo concordo in pieno e mi trovo molto d’accordo con sé vivi il passato avrai troppi ricordi che ti appannano la visuale. Bisogna credere in sé stessi e uscire un po’ dalla nostra zona di confort. Crederci e crederci sempre molto importante. Complimenti per il tuo articolo Alessio Cattaneo.

    Rispondi
    • Gianluca

      Grazie Sharon!

      Rispondi

Rispondi a Viviana Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *